Napoli è una città di mare ma non ha una spiaggia pubblica. Un paradosso difficile da spiegare. Eppure tutte le grandi città di mare ne hanno una: da Santiago di Cuba a Rio de Janeiro, da Barcellona a Marsiglia, da Cagliari a Trieste. Negli ultimi vent’anni le istituzioni locali hanno creato nuovi porti (Vigliena), ampliato quelli esistenti (Mergellina), avallato quelli abusivi (Nisida); insomma, si sono mosse per favorire gli interessi di quel 2% di napoletani che possiede una barca. Adesso è giunto il tempo di pensare a quel 98% di napoletani che possiede un costume da bagno e darsi da fare per realizzare la prima grande spiaggia pubblica cittadina. Dove? Basta guardare i 20 km del litorale cittadino. A San Giovanni a Teduccio c’è quasi 1 km di litorale impraticabile, inquinato dalla centrale termoelettrica di Vigliena, su cui stanno costruendo un porto turistico per 900 barche. Proseguendo verso ovest incontriamo 5 km di attrezzature portuali, di cui è prevista l’espansione. Poi c’è il lungomare alberghiero e della Villa Comunale, 5 km di scogliere gravati dalle attività dei porti di Santa Lucia e Mergellina. Infine troviamo la costa rocciosa e scoscesa di Posillipo, 6,5 km quasi inaccessibili, con accessi a mare privatizzati da ville lussuose e qualche spiaggetta microscopica. Manca qualcosa? Si, i 2,5 km da Nisida al confine comunale con Pozzuoli, circa un decimo del litorale cittadino: un litorale prevalentemente sabbioso e facilmente accessibile, interessato da un programma pubblico di bonifica e riqualificazione.
Qui è possibile realizzare una grande spiaggia pubblica per tutti i napoletani, ridislocando le attività esistenti incongrue con questo obiettivo. La città recupererà finalmente un arenile di due chilometri e mezzo, da destinare per intero ad uso esclusivamente balneare, in cui l’accesso e la permanenza siano rigorosamente gratuiti. Uno spazio pubblico di straordinario valore ambientale da progettare ispirandosi ai migliori modelli europei, per elevare la qualità della vita dei cittadini, riqualificando così davvero l’immagine civile e turistica della città. Come realizzare questo obiettivo? Promuovendo una grande campagna di informazione e mobilitazione che chiami i napoletani a far sentire la propria voce e ad esprimersi tramite un referendum comunale. L’anno scorso anche Napoli ha votato contro la privatizzazione dell’acqua. Il mare e le spiagge sono beni comuni, come l’acqua, e ne deve essere parimenti garantito l’uso collettivo.
Tanti cittadini ed associazioni hanno già aderito e molti altri si uniranno.
Partecipa anche tu alla
APERTURA DELLA CAMPAGNA PER UNA GRANDE SPIAGGIA PUBBLICA A NAPOLI
Mercoledì 4 aprile 2012, ore 16:00 – Aula Multimediale – Comune di Napoli, via Verdi
Comitato promotore per la prima grande spiaggia pubblica di Napoli
unaspiaggiapertutti@gmail.com
Gruppo Facebook Orange Revolution: http://www.facebook.com/groups/rivoluzione.arancione/203715376387984/








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