Attualmente, a Palazzo San Giacomo, sede del municipio di Napoli, poggiata su un basamento di piperno risiede una misteriosa testa marmorea di donna . Posta nell’atrio, al centro tra le rampe che portano al piano superiore,la misteriosa “testa” è stata soprannominata “donna Marianna ‘a Capa ‘e Napole “.
Si dice, infatti, secondo leggende secolari, che questa testa marmorea appartenesse alla statua di Partenope, la mitica sirena fondatrice di Neapolis, e che fosse stata posta a “Caponapoli”, proprio sull’acropoli dove sorgeva il sepolcro della sirena. Gli esperti, in base alle sue fattezze e, soprattutto per l’acconciatura dei capelli, sostengono che si tratta di una statua greca eretta presso l’agorà, non lontano dalla Basilica medioevale di San Lorenzo Maggiore. Alessandro di Miele, secondo gli storici, trovò questa statua che giaceva abbandonata vicino alla sua abitazione, in un primo momento la fece mettere su una base di piperno e la collocò di fronte alla chiesa di Sant’Eligio, in piazza Mercato. Da allora per in napoletani Donna Marianna è sacra e, da sempre, assiste ai piu’ importanti eventi della città. Purtroppo però, a causa di numerosi e cinici atti vandalici, ha perso diverse volte il naso, che l’è stato sempre riattaccato, è stata verniciata di bianco, per nascondere la sua vetustà ed è sempre stata oggetto di violenze e vandalismi.
Nel settembre 1954, dopo il flagello dei bombardamenti anglo-americani alla città, a Piazza Mercato dove da secoli c’era “ ‘a Capa ‘e Napole”, restava solo un piedistallo. Una “bella di giorno” con due occhi nerissimi ed un corpo statuario, visti tre uomini che s’aggiravano con curiosità tra le macerie, li apostrofò così: “Donna Marianna nun ce stà cchiù s’à so’ purtata stammatina. Mo ce sto io.” E così come la storia, a Napoli, non è museo, ma vita e la “bella di giorno” si sentiva, in un certo senso, parente di questa “dea” trasferita nell’atrio del municipio poichè, così come lei, da sempre anche lei era ed è un “monumento” vivente della città. Nel 1879, successivamente a fortissimi atti vandalici, il naso della statua fu rifatto e “Marianna” fu trasferita a Palazzo s.Giacomo. Il prospetto del palazzo,con ben 17 balconi per ogli piano, ha un grande ingresso centrale con ampio vestibolo che porta alle due rampe dello scalone, sotto il quale c’è una galleria che un tempo attraversava tutto il palazzo, e per piani diversi conduceva a via Toledo.








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