-Articolo tratto dal blog “Le galline sulla luna” di Francesca Luciani-
Scrivo di getto, così evito di edulcorare la rabbia.
Proprio ora un mio amico di Facebook ha postato questa notizia e relativo video:
Donna umiliata da ragazzini in autobus, il video fa il giro del web.
Di seguito il commento che ho lasciato sotto il link:
“Questi ragazzini sono il prodotto di una società misto educazione genitoriale dove dilaga la libertà di discriminare tranquillamente chi non è magro. Se da ogni parte ti viene detto che bisogna essere magri per essere accettati e giusti, e se non ricevi un’educazione votata al rispetto, ecco che vengono su piccoli bastardelli che non si fanno scrupoli a prendere in giro una donna o un uomo grassi.
Peggio di loro, però, ci sono quelli che si indignano se tu dici “negro” o “frocio”, che fanno le battaglie contro il razzismo, l’omofobia, la sperimentazione animale, e poi te li vedi postare foto di donne grasse per prenderle per il culo. Sai cosa ti dicono quando glielo fai notare? Che si fa per ridere.”
Io non sono così…forse
Molti, leggendo la notizia, penseranno: “Bastardelli, ma io non sono così, i miei figli non sono così”. Eh sì, magari è vero, molti – spero la maggior parte – non sono così, però è impossibile non ammettere a se stessi e davanti ai fatti cosa avviene da qualche decade e soprattutto negli ultimi anni, dove la cellulite è diventata una malattia da curare e il grasso, anche minimo o inesistente, una fobia sociale che spesso non ha bisogno di sfociare in anoressia per creare danni, in special modo alla libertà propria e altrui.
Un esempio su tutti? La cantante Adele.
Il 98% delle volte che sento parlare di Adele spunta fuori riferimento alla sua forma fisica. Nella maggior parte di casi il commento è ridanciano, quando è palesemente offensivo c’è sempre qualcuno che cerca di rimediare dicendo: “Le donne formose sono donne e belle vere”, altra discriminazione fatta passare per buonsenso.
In una nota radio italiana, che spesso si vanta di essere open mind, ho sentito una DJ annunciare tutta soddisfatta la notizia della presunta dieta di Adele, la reazione degli altri è stata un “Ooooooh, finalmente!”, come se il mondo non aspettasse altro, come se fosse suo dovere perdere chili, come se, davvero, la stava facendo troppo fuori dal vasino presentandosi agli eventi sfacciatamente grassa!
Ridicolo
Il 2012 è gravido ancora di gente che crede alle profezie, ma soprattutto di esseri cui si rizza il pelo se dici una parola storta sulla questione gay: se non trovi simpatico un uomo o una donna che per puro caso sono pure omosessuali, allora automaticamente sei omofobo, e sticazzi se tu nel 2000, quando ancora la gaytudine non andava di moda ti facevi tirare i sassi dai cristiani al Gay Pride, no, tu sei omofobo. E sticazzi anche se il tuo non trattarli da scimmie è molto più gay friendly del loro dire “Io li accetto!”. Poi però, le stesse persone si fanno grandi risate insieme agli amici all’avvistamento di una donna o un uomo grassi, rotolano dal gran divertimento ascoltando le battute degli altri, vanno su Facebook a pubblicare le foto della foca monaca, ecc. ecc.
Quando tu te ne esci: “Anche io sono/ero così!”, sapete cosa rispondono? “Ah, ma non ridevo di te. E comunque sono libero di dire quello che voglio: si chiama libertà d’espressione!”
Libertà d’espressione…sì, come no
La frase che negli ultimi tempi è diventata un pass per dire le cattiverie socialmente legalizzate, quelle che non toccano presunti temi caldi tipo l’omosessualità o il razzismo, dove essere linciati è facile come contare da uno a due, ma gli altri, quelli che fanno incazzare blandamente il resto della società, è “Libertà d’espressione”. Con questa si può tranquillamente rispondere a quei due/tre individui rompipalle che fanno notare come anche prendere in giro una persona in sovrappeso è discriminare tanto quanto coprire di risate un africano per il colore della pelle.
E’ come se la società non potesse vivere senza discriminazione, quindi se le viene impedito di discriminare una parte di se stessa, allora punta su qualcosa di meno discusso, dove si sente sicura di dire e fare tutto. E una di queste presa per il culo free zone è proprio il peso. Chi si incazza…Libertà d’espressione, baby!
La colpa
E’ inutile fare l’elenco dei colpevoli, sappiamo tutti benissimo chi ha il merito di aver dilagato la grassofobia con tutte le conseguenze del caso. Al di là dell’esplicito colpevole, va anche additata la vittima: le persone, che invece di ribellarsi e smetterla di farsi bruciare la libertà dall’idea che magro è vincente-grasso è perdente, corrono a fare diete, a farsi liposuzionare le gambe, a diventare come televisione e società comandano, perché solo così trovi il figo, la figa, il successo, il lavoro, ti fai una famiglia.
E spesso, aggiungo io, anche una bella depressione che ti trascina allo psicofarmaco.
Poi arrivano i casi Adele, gente che nonostante il grasso chiappuleo ha raggiunto il proprio obiettivo. Individui come lei sono destabilizzanti perché riscrivono tutto quanto, rimandano indietro il nastro, cancellano le “leggi”, mostrano che per arrivare laggiù dove si vuole arrivare, il grasso è l’ultimo degli impedimenti. Per questo si cerca di farli ragionare inducendoli a dimagrire, perché mostrano una strada diversa e, se vogliamo, più libera.
Ma chi se ne frega!
E’ necessario per la salute avere un peso idoneo e non superare le “dosi di grasso consigliate”, ma nemmeno andare troppo in perdita. E solo per questo è fondamentale preoccuparsi per il peso.
Ho sempre avuto il mio grasso attaccato addosso, non ho mai fatto niente per liberarmi di lui e niente per farmelo venire. Allo specchio vedo al 90% quello che vorrei essere, sarebbe stupido e falso dire che non cambierei niente di me, ma non tanto da stravolgermi l’aspetto.
Per me il grasso che tiene lontana la felicità è solo la scusa più facile adottata da chi non ha la determinazione e il carattere per vivere ed essere libero. E siccome non riesce a sciogliere le catene di questa schiavitù morale, allora cerca di chiudere il lucchetto alla libertà degli altri usando il mezzo più ridicolo: la discriminazione a mezzo presa in giro.
link articolo originale: http://www.gallinesullaluna.com/2012/06/grassofobia.html








un bellissimo articolo che potrebbe spiegare ai bambini a scuola cos’è la discriminazione e far passare la voglia a qualcuno di continuare a discriminare!